Lunedì, 24 Ottobre 2016 16:00

Storia della brugola.

Per tutti gli appassionati di ferramenta e del fai da te, di seguito vi riportiamo integralmente un'interessante articolo estratto da Hello!World il magazine di Hello bank! Portale ricco di consigli, approfondimenti e news su Cultura, Musica, Viaggi, Scienza, Benessere e Lifestyle. Buona lettura!

Quasi tutti nella vita, consapevolmente o meno, abbiamo avuto a che fare con la Brugola, la vite con testa esagonale molto usata nei mobili da montare a casa o nelle biciclette. Meno noto è che il nome comunemente usato in Italia per questa vite deriva dal cognome del suo primo produttore e distributore nel paese, Egidio Brugola. Nel 1926, a 25 anni, Egidio ha fondato a Lissone, in Brianza, le Officine Egidio Brugola (OEB), fabbrica di rondelle, anelli per motori e strumenti simili. Fin dal principio si mostrò interessato alle viti a esagono incassato: viti di questo tipo venivano già prodotte all’estero, in particolare negli Stati Uniti, ma in quegli anni era ancora considerato un “prodotto molto esotico.” Fu così che nel 1927 OEB iniziò a produrre in serie le sue viti esagonali, con l’obiettivo di “realizzare una vite che permettesse, applicando una minore forza di serraggio, di fissare le parti meccaniche in modo semplice quando si aveva poco spazio a disposizione.” Questo lo portò, nel 1945, a depositare un brevetto per standardizzare le caratteristiche della vite, che gli fu conferito l’anno successivo. Da allora il nome di Brugola è diventato indissolubilmente legato alla sua vite, e la spinta a innovare dell’azienda ha preso via e continua fino ai giorni nostri. Nel 1964 il timone di OEB fu passato a Giannantonio Brugola, figlio appena ventunenne del fondatore, che ha portato la società a espandersi e a diventare tra i più grandi fornitori di viti nel mondo. E i numeri sono sorprendenti: 4 sedi produttive a Lissone e una – di recente apertura – a Detroit, negli Stati Uniti; 7 milioni di viti di 800 diverse tipologie prodotte ogni giorno, e distribuite a 42 aziende di motori in tutto il mondo; 125 milioni di fatturato nel 2013 e più di 300 dipendenti. Il successo delle Officine Egidio Brugola sembra essere legato a doppio filo con la volontà di innovazione, di generazione in generazione. Da sempre, la scelta di dedicarsi a nicchie di mercato altamente qualificate ha consentito alla compagnia di perfezionare prodotti di difficile realizzazione e di innovare costantemente. Se già le prime macchine da scrivere prodotte da IBM erano costruite con delle speciali viti OEB, il settore che ha dato una spinta diventando la chiave per l’espansione delle Officine Brugola è quello automobilistico. La svolta in questo senso è avvenuta nel 1980, quando Giannantonio Brugola decise di riorganizzare l’azienda, riducendo la produzione in serie delle viti cave esagonali, e puntando sulle viti speciali per il settore automobilistico. Ciò porto in breve tempo a rendere OEB tra i leader mondiali di produttori di Fasteners, e in particolari delle viti critiche fondamentali per il funzionamento dei motori. La dedizione mostrata al settore portò a un’altra svolta decisiva nel 1994, quando tutta la produzione dell’azienda venne improntata alle viti per quell’ambito.

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Attualmente, tra i clienti principali ci sono il Gruppo Volkswagen – tra cui le controllate Audi, Seat e Skoda — che rappresenta circa l’80% del fatturato, e Ford, con il 10%. Tra gli altri, spiccano comunque tutte le principali automobilistiche internazionali, da Renault, a Jaguar, a Bugatti. Questo significa che il 22% circa della quota di mercato del settore automobilistico è detenuta da Brugola — a significare che circa un motore su cinque contiene al suo interno un vite prodotta dalla società. Ma a rendere particolare la storia quasi centenaria delle Officine Brugola non è solo il successo commerciale, ma anche la filosofia aziendale. Il motto dell’azienda è Spirit of Excellence (spirito di eccellenza), che compare un po’ ovunque all’interno del quartier generale di Lissone. È la filosofia del “difetto zero”, ha spiegato al quotidiano online Tempi Egidio Frugola junior, detto Jody, nipote del fondatore che ha seguito il padre Giannantonio alla direzione dell’azienda. “Scegliamo solo il meglio e ogni controllo è sempre ripetuto due volte.” Oltre alla spinta all’eccellenza, sembra essere una caratteristica di OEB anche il rapporto stretto con i dipendenti. Nei primi anni di attività l’azienda aveva già istituito una mensa gratuita per i dipendenti, mentre alla fine degli anni ’40 mise a loro disposizione una bicicletta gratuita. Negli anni ’50, ogni capo reparto riceveva uno scooter e ogni direttore una Fiat Seicento. Più recentemente, a marzo 2015, i dipendenti dell’azienda si sono trovati 1.000 euro in più in busta paga: in parte derivanti da un accordo con il sindacato come premio per il buon andamento dell’azienda, mentre 300 euro erano stati aggiunti “come iniziativa personale”. “Abbiamo deciso di aggiungere altri 300 euro [lordi]” aveva detto Jody Brugola, allora vicepresidente dell’azienda, “come riconoscimento per il lavoro e lo sforzo che ha contribuito alla crescita dell’azienda in questi ultimi anni.”

Articolo tratto dal magazine Hello!World: - La storia della famiglia Brugola, che ha trasformato una vite in successo mondiale.

Luigi Artegiani

A.U.
Amministratore Unico