Mercoledì, 30 Novembre 2016 16:56

Tra luoghi magici e camicie di flanella: l'inno alle ferramenta

Grandi, medie, piccole, dislocate in tutta Italia, sono i luoghi più frequentati da professionisti, hobbisti e persone comuni alle prese con lavoretti di casa. Scaffali alti pieni  dei prodotti più disparati fanno da cornice ad un bancone a cui si accostano i clienti per chiedere quello che non vedono e che puntualmente spunta tra le mani della persona che di quel luogo conosce ogni singolo angolo ed ogni singolo segreto. Stiamo parlando delle ferramenta.
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Proprio la categoria dei ferramenta è stata protagonista dell'ultimo monologo di Luciana Littizzetto, andato in scena a Che tempo che fa su Rai3. In modo ironico traccia un profilo della ferramenta come un luogo magico ("sono come la scuola di Harry Potter"), frequentato da clienti con idee poco chiare e/o  molto esigenti ("queste hanno la capocchia piatta e io la volevo bombata"), serviti da commessi con  una pazienza da fare invidia al Dalai Lama e capaci di risolvere qualsiasi problema ("è il maschio che ti ascolta con la mascella di ghisa"). Il monologo si chiude con una preghiera di ringraziamento ai ferramenta:

“Ferramenta nostro che sei nelle viti, sia santificato il tuo regno,
dacci oggi la nostra chiave del 12 quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti che tanto li saldiamo domani.
Non ci indurre in tentazione, ma liberaci da Leroy Merlin”.

Puoi trovare l'intervento integrale sull'inno alle ferramenta di Luciana Littizzetto cliccando qui